Peperone-cetriolo-fragola-basilico: fresca estate italiana
Cena in casa di amici, piatto vuoto. Il solito problema allergia al latte e alle sue ubique proteine da risolvere...
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Read MoreBistrot Nuares è un nome meraviglioso: bistrot evoca subito il piacere della gastronomia di qualità in ambiente familiare e raffinato;...
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Read MoreOcchi malinconici, naso cupo, bocca triste. C’è una disperazione profonda e dolente che viene dal passato nel professore supplente Henry Barthes (uno straordinario Adrien Brody) nel film The Detachment di Tony Kaye. Nel presente c’è una supplenza di tre settimane in un liceo di periferia frequentato da ragazzi violenti, emarginati, senza speranze con genitori menefreghisti e assenti e professori che non si rassegnano. Nel futuro suo e loro il nulla. O forse no. Educare è una missione. E richiede un coraggio e una capacità di guardare le cose da fuori. La letteratura, la sua materia, può salvare, perché porta in un altro mondo.
Una settimana da favola, da sogno, ma anche da incubo. Poi di nuovo la normalità. Di quelle che succedono solo...
Una settimana da favola, da so...
Read MoreIl cinema d’animazione era ancora muto e già danzava. Ballava su una musica immaginaria, un ritmo che dettava il succedersi delle sequenze, dei movimenti e della comicità, lasciando spazio a eventi improvvisi e sorprendenti. A differenza del cinema vero che riproduce un movimento esistente in fase di ripresa, il cartone animato è una successione di immagini senza dinamicità interna. Per questo, ancora più del cinema dal vero, ha bisogno di creare un rapporto simbiotico con la musica perché solo lei può infondergli la terza dimensione, il corpo, la profondità che da solo non può avere. In definitiva, la musica è un po’ l’anima del cartone, e il cinema d’animazione è costruito come un balletto, in cui i movimenti dei personaggi e il ritmo musicale sono in un rapporto d’interdipendenza molto stretto.
Forme tonde, organiche, senza spigoli, avvolgenti e naturali. Colori caldi, pastellosi, sorprendenti. Pavimenti che sembrano muoversi sotto i piedi, come se un gigantesco morbido drago sotterraneo li muovesse. Finestre danzanti, una diversa dall’altra, alcune anche capovolte. Case a forma di occhi con l’erba sopra e gli alberi sui balconi, cupole a cipolla blu o dorate. Piastrelle variopinte, rotte e ricomposte. Vasche sinuose, acqua curativa e riposo assicurato per il corpo, la mente e lo spirito. Colonne lucide come perle di porcellana blu, arancio, gialle, rosse. Tutte diverse, come creature viventi. Come noi. Incensi e profumo di legna che brucia la notte al buio mentre si nuota fino alle 23. Coccole e lusso. In armonia con l’ambiente. Un incanto. Siamo alle Terme di Rogner Bad Blumau a 150 km da Vienna: un capolavoro in simbiosi con la natura. Così le ha concepite Friedensreich Hundertwasser, l’architetto-filosofo che detestava le linee rette. Autore del manifesto per il boicottaggio dell’architettura, nel suo spiritualismo ecologico l’arte e la vita vanno di pari passo, pulsando al ritmo della terra, dell’acqua e del cielo.