Top
10 dollari hong-kong

Hong Kong nel portafoglio: un regalo di Paola

Veronica ha una banconota da 10 dollari di Hong Kong nel portafoglio. È un regalo del suo compagno, che, poco dopo averla conosciuta, sul lavoro, è partito per Hong Kong. Le distanze aiutano a sentire ciò che si desidera senza distrazioni, nonostante il brulicare assordante dei una città magicamente caotica. Quando è tornato, le ha fatto un regalo. Prezioso, perché lì la loro storia è diventata progetto.
Viola ha un 10 dollari di Hong Kong nel portafoglio: sono un regalo del marito. O meglio, sono un ricordo del suo viaggio di nozze fatto prima del matrimonio. Sì perché a lei e al suo allora fidanzato piace l’autunno e per andare a vedere la vendemmia in Nuova Zelanda sono partiti a marzo. Prima si sono sposati a New York. Una splendida scusa per portare due fedi, sentirsi speciali e tornare nella prima meta del loro primo viaggio deciso dopo 3 giorni che si frequentavano.

Detachment-poster

The Detachment, il distacco: il dolore ha gli occhi di Adrien Brody

Occhi malinconici, naso cupo, bocca triste. C’è una disperazione profonda e dolente che viene dal passato nel professore supplente Henry Barthes (uno straordinario Adrien Brody) nel film The Detachment di Tony Kaye. Nel presente c’è una supplenza di tre settimane in un liceo di periferia frequentato da ragazzi violenti, emarginati, senza speranze con genitori menefreghisti e assenti e professori che non si rassegnano. Nel futuro suo e loro il nulla. O forse no. Educare è una missione. E richiede un coraggio e una capacità di guardare le cose da fuori. La letteratura, la sua materia, può salvare, perché porta in un altro mondo.

minnie the moocher

Il disegno danzato: quando il cartone animato sposa la musica

Il cinema d’animazione era ancora muto e già danzava. Ballava su una musica immaginaria, un ritmo che dettava il succedersi delle sequenze, dei movimenti e della comicità, lasciando spazio a eventi improvvisi e sorprendenti. A differenza del cinema vero che riproduce un movimento esistente in fase di ripresa, il cartone animato è una successione di immagini senza dinamicità interna. Per questo, ancora più del cinema dal vero, ha bisogno di creare un rapporto simbiotico con la musica perché solo lei può infondergli la terza dimensione, il corpo, la profondità che da solo non può avere. In definitiva, la musica è un po’ l’anima del cartone, e il cinema d’animazione è costruito come un balletto, in cui i movimenti dei personaggi e il ritmo musicale sono in un rapporto d’interdipendenza molto stretto.