Django: un film che vorresti non finisse mai. Divertimento puro
Django è un figo. Bello come un dio greco, ma nero. Fisico da paura, abile con le parole e con...
Django è un figo. Bello come u...
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Django è un figo. Bello come u...
Read MorePremessa importante: non sono un medico. Sono stata seguita nel mio percorso di guarigione da un medico, anzi 2, prima...
Premessa importante: non sono ...
Read MoreSi impiglia, punge, si srotola. Se la metti sotto ti ingolfa. Se la metti sopra scivola via. Se la annodi...
Si impiglia, punge, si srotola...
Read MoreDimenticate sushi, sahimi, wasabi e tempura e provate un'esperienza nippomediterranea in cui il Giappone è più una filosofia che un...
Dimenticate sushi, sahimi, was...
Read MoreDopo Roma spiegata ai torinesi, ecco Torino spiegata ai Romani. Prima cosa da fare: ordinare pure un croissant e un cappuccino...
Dopo Roma spiegata ai torinesi...
Read MoreCinema e biciclette. Ci sarebbero argomenti per una tesi di laurea.
Da Ladri di biciclette (1948) di De Sica a Il postino (1994) di Michale Radford passando per lo splendido Il ciclista dell’iraniano Mohsen Makhmalbaf
(1989), Le biciclette di Pechino (2001) di Wang Xiaoshuai fino al film di animazione Appuntamento a Belleville (2003).
La bicicletta non è mai solo un pezzo di ferro con le ruote. È un sogno, un mito, un simbolo di libertà. O anche semplicemente un mezzo per muoversi o realizzare un desiderio.
Ne La bicicletta verde della regista Haifa Al Mansour, interamente girato in Arabia Saudita, è quasi un’ossessione.
Una giornata di sole, pioggia, luce e nuvole. Un quartiere bellissimo, l'Aventino. Ecco le foto scattate stamattina. La mia passeggiata è...
Una giornata di sole, pioggia,...
Read MoreChi ama non ha scelta. Ama e basta. Lotta e va avanti in nome del suo amore. Una fede. Una forza cieca. Una furia che non si può non seguire. Questo è amore. Per questo lo straordinario film di Michael Haneke, vincitore dell’ultimo Festival di Cannes, si chiama Amour. I protagonisti sono due ultraottantenni, gli strepitosi Emmanuelle Riva e Jean-Louis Trintignant. Dalla prima inquadratura sappiamo come va a finire. Non bene. Poi Haneke ci accompagna a un concerto facendoci capire come la musica sia il filo conduttore della vita e delle passioni in comune fra i due, il collante della loro vita insieme. In salone c’è un pianoforte a coda.