Vedere e rimuovere. Ieri sera ho visto “Naza”
Ieri sera ho visto “Naza”. Avevo letto molto, ero pronta, se possibile. Le interviste scivolano via senza la minima emozione o segno di pentimento o dubbio sui tetti di tel Aviv, si snocciolano dettagli con disegnini sulle varie operazioni come “Homeland”, “Where’s Daddy”, si spiano telefoni di bambini e bambine, si colpisce sempre e comunque, tanto non si sbaglia mai, che sia in coda per un sacco di farina o in una casa; si spiega come far crollare un palazzo o un quartiere come in un videogioco; “ho solo eseguito gli ordini”, “è il sistema” sono le parole con cui ci si presenta, neanche ci si giustifica. Intorno la vita normale scorre vista dalle finestre: chi si abbraccia sul divano, chi dà da mangiare al gatto, chi stende il bucato, chi guarda la tv. Tutto a 60 km da Gaza. Non sapevo che Netanyahu avesse scritto libri e saggi sul terrorismo. “Il terrorismo è l’uccisione sistematica di civili innocenti ai fini di ottenere un vantaggio politico” dice nello spezzone di un suo intervento in tv, quando ancora aveva i capelli scuri. Il film finisce, sui titoli di coda, qualche colpo di tosse, prima ricacciato in gola, in un silenzio spettrale.
Torno a casa. Bevo una tisana. Lascio depositare e decantare. Mi vengono in mente altri film, soprattutto “La zona d’interesse”, che forse è quello che gli somiglia di più, per la citatissima “banalità del male”. Vado a dormire.
Non dormo. Comincio a pensare perché non dormo? Sarà la luna? Sarà che mi sono stancata poco oggi? Avrò fame? Mi alzo, bevo, torno a letto. Non dormo. Non penso mai al film. Ma proprio mai. Aspetto il sonno. Medito. Respiro. Attendo.
Solo stamattina capisco che ho rimosso. Ho proprio allontanato da me pensieri, ricordi, immagini, ogni cosa legata a cosa ho visto ieri.
Mi sorprende sempre come funziona la mente, come si protegge, come evita le minacce, come non vuole credere a ciò che pare incredibile. E assurdo. Ora i pezzi stanno tornando insieme. La mia dissociazione si sta ricomponendo. Il fatto di non aver visto per qualche ora, mi fa pensare a come si possa non vedere per giorni, mesi, anni. Ed è terribile.


