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“Il tango sta alla vita come la lucertola al coccodrillo”

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“Il tango sta alla vita come la lucertola al coccodrillo”

L’ha detto Paolo Conte in un’intervista. Ed è proprio così. Nello spazio buio e protetto di una milonga si vive un condensato di una storia d’amore. O forse di tutte le storie che ci attraversano composte da un inizio, uno sviluppo pieno di eventi e contrasti che mandano avanti la narrazione e una fine. Non è retorica, è verità.

In questo periodo ho portato in milonga con me un bel po’ di sofferenze amorose, dubbi, turbamenti. Nel ballo cerco di orientare il cuore al ballerino e non perderlo mai, dissociando il corpo, svitando il busto e poi le gambe. I piedi spingono via la terra, la testa punta in alto verso il cielo, le vertebre si liberano a spirale in un viaggio fra alluce e capelli e il cuore resta lì a pulsare con il partner e la musica. Tu nel futuro, io nel passato, la coppia nel presente come dice Nuria. maestra preziosa.

Con qualcuno è una magia, viene da piangere o ridere di bellezza (o di errore, perché anche l’errore è magia e invita alla creatività), con qualcuno che strattona un po’ con le braccia, viene da scappare ma un tango dura 3 minuti e una tanda tre tanghi, si può stare. E usare quel tempo per sentire cosa dice il corpo. Lui sa: a volte il cuore si apre, l’abbraccio scioglie nodi lontani, il sudore condiviso su una porzione di fronte o guancia purifica le emozioni dolorose, la gelosia diventa gioco, l’inseguimento malizioso delle gambe si trasforma in schermaglia, la carezza dei piedi sulle gambe prende forma di promessa, lo scorrimento del braccio sulla schiena racconta la gioia dell’incontro, la pausa improvvisa è sublimazione di emozioni, il cambio di ritmo allusione a intrecci fra corpi nudi. Tango è toccare e lasciarsi toccare dalle sensazioni e dalle emozioni. Nella ronda gli altri corpi vivono le stesse cose, non siamo soli, siamo un’onda di solitudini che si incontrano per il tempo di un tango.

Ogni incontro è unico, ogni cuore che batte insieme al mio un regalo, una possibilità di creare qualcosa di esclusivo per entrambi, con nessun altro e con nessun’altra sarà così. Anche perché la magia si costruisce ora, istante per istante, non è detto che se balliamo bene una volta, balliamo bene anche la seconda. Proprio come nella vita. Posso solo abitare il presente con tutto il corpo.

Quindi grazie tango per allenarmi il cuore a cercare la gioia, la bellezza, la possibilità di essere al meglio di quello che si può. Grazie per insegnarmi a vivere istante per istante, passo dopo passo, abbraccio dopo abbraccio. Grazie per essere un maestro zen di presenza, una meditazione in movimento che è anche relazione, mindfulness interpersonale.

Un consiglio. Se state vivendo un periodo burrascoso per il cuore, non tenetelo chiuso a casa, portatelo a ballare. Vi ringrazierà.