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Remare: il mio rimedio numero 4 per convivere con l’ADHD

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Remare: il mio rimedio numero 4 per convivere con l’ADHD

Continua il viaggio nelle attività che mi aiutano a stare meglio insieme all’ADHD, che mi è stato diagnosticato poco meno di un anno fa, come racconto qui.

Fluire col fiume

Remare mi pacifica e fa stare bene perché abbassa la frequenza delle mie onde pensiero. Di certo è merito dell’acqua: scorrere su un fiume insegna a lasciare andare, a fluire, a scorrere con lui. L’acqua ha su di me un effetto calmante. Per qualche strana ragione mi placa, più l’oceano di un lago come succede alla maggior parte delle persone, forse perché risuono con quell’impeto, non mi annoio e mi sento viva. L’acqua ci fa bene: siamo fatti di acqua, in acqua ogni spigolo si smussa, l’acqua non ha forma ma si adatta alle forme, anzi prende tutte le forme, diventa e lascia andare senza avidità, senza paura di perdere, senza ansie.

Un movimento armonico

Remare è facile in apparenza, tutti remiamo intuitivamente ma richiede una tecnica precisa: in attacco si distendono le gambe come se si volesse scalciare via qualcosa, poi si porta indietro il busto e restando lì con addominali e dorsali impegnati si chiude piegando le braccia. In ripresa si parte prima dalle braccia, si sistema il busto in avanti ruotando il bacino e poi si lascia scorrere la barca sotto il sedere, piegando piano piano le gambe. Si genera un ritmo 1,2,3, 3,2,1 che ha qualcosa di molto musicale. Il momento in cui si va a prendere l’acqua richiede di avere le mani rilassate e lanciare i remi dietro, come se aprisse una finestra, per poi riprenderli appena si sente l’acqua. Bellissimo. Si potrebbe passare tutta la vita a perfezionare quel momento.

Da sola, in due, quattro, otto

Si può remare in singolo, in coppia, in quattro e su un otto. Ogni barca è diversa ma remare con altri insegna a diventare un organismo unico, una specie di insetto con tante zampe che devono imparare a muoversi all’unisono. Questo toglie al mio cervello ADHD la sua iperattività e richiama l’attenzione vagante a quel che succede, palata dopo palata.

La natura, le stagioni, il mondo intorno

Da ragazza pensavo che fosse uno sport noioso, per questo rifiutavo gli inviti della mia amica amicissima Paola. Da grande (ho iniziato dopo la pandemia) ho provato e non sono più scesa dalla barca perché il fiume è sempre nuovo: ci sono svassi che fanno nidi, germani che viaggiano in coppia, cormorani che aprono le ali per farle asciugare, aironi che atterrano sull’acqua con eleganza sublime; i fiori sbocciano, le foglie cadono, gli alberi si spogliano, nevica (poco), c’è il sole, piove, c’è il vento. Non ci si bagna mai due volte nello stesso fiume. Caldo, freddo, bello, brutto, tutto si alterna come nella danza della vita. Annoiarsi è impossibile.

Se pensi di avere l’ADHD rivolgiti a professionisti affidabili.